VOTAMI

siti

domenica 26 maggio 2013

"LA PROSTITUZIONE INTELLETTUALE" Continua...


Avete visto com'è semplice passare da giovane inesperto e anche arrogante a vittima di un clan di cattivi ragazzi e dirigenti spietati? Il passaggio è molto semplice: Nel momento in cui sei un dipendente del F.C. Internazionale vieni attaccato da ogni parte con tutti i mezzi a disposizione, che tu sia un giocatore, un dirigente, un dottore, un allenatore o un magazziniere non cambia nulla, sei solo un bersaglio. Nel momento stesso in cui non sei più un dipendente del F.C. Internazionale diventi "beato" e vittima di un sistema autolesionista ben delineato.
Tutto questo, per chi ancora non ne fosse a conoscenza, è la famosa "prostituzione intellettuale" che denunciò a suo tempo Josè Mourinho! L'Inter è l'unica "grande" del calcio italiano a non avere un giornale, una televisione o una radio amica, quindi là dove non è possibile combatterla sul campo si passa agli attacchi di questo genere che servono solo a destabilizzare ancora di più l'ambiente e perchè no, a destabilizzare anche un futuro acquisto. Fino a domenica sera, quando Stramaccioni aveva ancora delle "certezze" di restare sulla nostra panchina, lo stesso veniva indicato come un arrogante ed incosciente che non si rendeva conto di quanto male avesse fatto all'Inter. Solo pochi minuti dopo il suo ufficiale esonero, è uscita un'antologia su un fantomatico clan di giocatori e dirigenti che ha remato contro il tecnico romano già dalla prima di campionato. Un altro segnale forte di questa "prostituzione intellettuale" l'abbiamo avuta ieri sera durante la finale di Wembley. E' stato rimarcato più volte il fatto che il Bayern avesse perso la finale dell'anno prima contro il Chelsea ma è stato rigorosamente omesso un fatto ben più importante e glorioso, se vogliamo, per gli stessi tedeschi e cioè che nelle ultime quattro edizioni hanno disputato la bellezza di tre finali perdendo prima in modo netto contro l'Inter di Zanetti e Co., arrendendosi poi, appena due stagioni più tardi, ai supplementari con un rigore sbagliato da Robben contro gli inglesi, per arrivare infine a ieri sera a coronare finalmente il sogno della coppa dalle grandi orecchie!
In tutto questo c'è da dire che noi tifosi interisti siamo abituati a questi attacchi mediatici però, cavolo, a tutto c'è un limite! E' possibile mai che nessun dirigente si senta in dovere di difendere il nostro onore? E' ora che qualcuno cominci a tirare fuori gli attributi e a rispondere a questi attacchi gratuiti proveniente da tutti i media compiacenti degli avversari. 
Fino a prova contraria: Siamo gli unici a non essere mai retrocessi; siamo gli unici ad aver fatto il triplete in Italia; abbiamo vinto cinque scudetti consecutivi; abbiamo realizzato più punti di tutti da quando c'è la formula dei tre punti a vittoria; siamo l'unica società ad avere una struttura come la "Inter Campus"; nonostante tutto, quest'anno avevamo il maggior numero di tesserati allo stadio; siamo i primi come fan club regolarmente iscritti.
quindi cari dirigenti cominciate a far sentire la vostra voce!
(G.T.)

venerdì 24 maggio 2013

L'UOMO FORTE

 
Come già ho detto nell'articolo precedente, non sono mai stato un grande estimastore di Stramaccioni come allenatore. Come uomo invece ha dimostrato di avere carattere, intelligenza, sfrontatezza, coraggio e riconoscenza!
Pensate un pò se non avessimo avuto lui a difenderci nelle varie interviste televisive, ci avrebbero messo i piedi in faccia ancor più di quanto hanno fatto tutti i giornalisti SKY, Rai e Mediaset. Lui, Stramaccioni, l'ultimo arrivato, davanti a milioni di telespettatori ha difeso l'Inter come nessuno in società! Come non ricordare la famosa frase: "Prima di parlare dell'Inter sciaquatevi la bocca". L'Inter come società è stata derisa ed attaccata, ha subìto torti arbitrali, ha subìto squalifiche assurde, ma nessuno dei dirigenti si è sbottonato per difenderla. Ci ha pensato Stramaccioni. Si parla tanto di uomo forte in società, anche se giovane e di poca esperienza, ce l'abbiamo e non ha certo paura di metterci la faccia! Non buttiamo via questo patrimonio ed ora che è stato esonerato, quantomeno per riconoscenza, gli venga offerto un ruolo in dirigenza.
Con la speranza che non avremo in giro per il mondo un altro ex a parlare male di noi!

(G.T.)

martedì 21 maggio 2013

STRAMACCIONI SI, STRAMACCIONI NO


Stramaccioni si, Stramaccioni no! Credo che a questo ragazzo dovremmo solo dire grazie. Io sono stato uno di quelli che non lo ha mai osannato, non lo ha mai paragonato a Mourinho, come tanti hanno fatto, ma l'ho visto sempre come un ragazzo fortunato e coraggioso allo stesso tempo! Gli dovremmo dire grazie perchè nessuno al suo posto avrebbe resistito tutto questo tempo a queste condizioni. Lo hanno messo su una Ferrari, anche se usata e logorata, ma sempre una Ferrari era, e non ha fatto di sicuro brutta figura. Fatta eccezione per la partita con la Roma di Zeman, l'Inter di Stramaccioni ha strapazzato le prime quattro della classe: Juventus (1-3) sverginando di fatto lo Juventus Stadium, Napoli (2-1), Milan (1-0) e Fiorentina (2-1). Dopodichè come se la Ferrari avesse subito un frontale con un treno ha cominciato a perdere i pezzi pregiati, e scricchiolando scricchiolando il povero Stramaccioni invece di abbandonare la vettura al suo destino ha cercato di condurla fino all'arrivo cercando di limitare quando più possibile i danni. C'è da dire che la società non gli ha dato una grossa mano perchè invece di procuragli i pezzi di ricambio originali, ha preferito prendere quelli contraffatti con tutti i rischi del caso. Rischi che puntualmente si sono verificati.
Penso che non ci sia allenatore al mondo che avrebbe accettato una situazione del genere, quindi alla fine senza una guida tecnica, seppur giovane e inesperta, avremmo potuto fare molto peggio del nono posto. Non a caso gli striscioni ed i cori allo stadio erano rivolti tutti alla società e non al ragazzo. Tutto questo, solo il "luminare" Gene Gnocchi non lo ha capito ed ha attaccato il nostro mister come se fosse il più esperto degli allenatori e l'unico colpevole della disfatta. A tal proposito credo che la società dovrebbe cominciare a tirare fuori gli attributi e difendere a spada tratta i propri tesserati, (vedi Galliani) e fino a prova contraria Stramaccioni è ancora un tesserato del F.C. Internazionale e come tale va tutelato, e non aspettare di essere difesi dal tifoso illustre di turno (Paolo Bonolis).
(G.T.)

IL PESTIFERO DIVENTATO SANTO


Il razzismo con questo soggetto non c'entra proprio nulla. Quando vestiva la maglia nerazzurra non è stata mai multata nessuna società per cori razzisti e mi sembra che nessuna curva sia stata chiusa. Razzista è colui che sfrutta questi episodi per alzare dei polveroni che fanno bene solo al personaggio Balotelli (lo stesso che buttò la maglia della propria squadra a terra, lo stesso che sparò petardi in casa, lo stesso che fuma e frequenta discoteche, lo stesso che non è mai lontano da situazioni imbarazzanti per un atleta di un certo livello) e fa molto comodo alla sua società! Nel corso degli anni in Italia hanno giocato e giocano tutt'ora molti giocatori di colore, ma sembra che solo quest'anno tutti abbiamo scoperto il razzismo negli stadi: prima Boateng ed ora Balotelli (quarda caso entrambi giocatori del Milan).  Per fortuna c'è anche chi non la pensa come la massa, ad esempio la neo ministra  Kyenge la quale fa notare che i cori a Balotelli sono ben lontani dalle intolleranze razziali.
Ma ciò che io continuo a non capire è come mai i perbenisti solo ora si sono accorti di questo fenomeno. Dov'erano quando allo stesso Balotelli i suoi attuali tifosi, gli stessi che ora lo proteggono come un piccolo pulcino indifeso, cantatavano la famosa strofetta: "Se saltelli muore Balotelli"? e dov'erano quando un certo Eto'o (signore in campo e fuori) veniva sbeffeggiato, deriso e insultato? In quel caso il campione Eto'o rispondeva da vero SIGNORE e non con l'indisponenza del povero Balotelli. Tutti i perbenisti dov'erano quando a Marco Materazzi veniva insultata la madre? anche dopo che la povera signora ha lasciato questo mondo, Marco continuava ad ascoltare sempre gli stessi cori. In quel caso però, a detta dei perbenisti, Materazzi se li cercava lui quei cori con il suo modo di fare e di atteggiarsi, mica come Balotelli che non fa niente per essere insultato?  E poi c'è da dire che Materazzi aveva la pelle bianca, quindi in questo mondo se non sei di colore hai il sacrosanto dovere di essere insultato e sbeffeggiato in tutti gli stadi d'Italia. Da quando è approdato in rossonero, al povero Balotelli come per miracolo, gli si è accesa un'aureola sulla testa ad indicare che il  pestifero è diventato un vero e proprio Santo con l'animo buono e con la voglia di farsi volere bene da tutti!
Riprendendo le parole di Gramellini, vice direttore della Stampa, vorrei che Balotelli  fosse biondo con gli occhi azzurri per poterlo mandare senza sensi di colpa a quel paese.
Intanto, e queste sono parole mie, a quel paese ci mando tutti i perbenisti da strapazzo!
(G.T.)

mercoledì 1 maggio 2013

CAPITANO... MIO CAPITANO!


Nel 1995 ero appena un vent'unenne e tu di un anno più grande e con un viso da ragazzino quasi impaurito al cospetto della leggenda Facchetti. 
A differenza dei grandi nomi, quelli che oggi vengono chiamati "Top Player", la tua presentazione non è stata accompagnata da titoloni o da edizioni speciali della "Domenica Sportiva" e nessuno mai, compreso il sottoscritto, in quel momento avrebbe potuto immaginare che solo dopo quattro anni saresti stato investito della carica di "Capitano" e che nel tempo saresti diventato la nuova "Leggenda" della nostra gloriosa maglia. La tua strepitosa carriera è stata coronata da tanti record:
- Giocatore con più presenze in Serie A
- Giocatore con più presenze in Super coppa italiana
- Giocatore con più presenze nelle competizioni UEFA per club
- Giocatore con più presenze nella Uefa Champions League
- Giocatore con più presenze consecutive in serie A
- Giocatore con più presenze consecutive in assoluto
- Giocatore con più presenze nei derby della Madonnina
- Giocatore con più stagioni da Capitano
- Con 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Super coppe italiane, 1 Coppa UEFA, 1 Champions League e 1 Coppa del Mondo per club sei il giocatore più vincente della storia dell'Inter.
E nonostante tutti questi numeri sei rimasto sempre uguale, sempre la stessa persona limpida ed onesta che tutto il mondo del calcio e non solo ha imparato ad apprezzare. Mai una parola fuori posto, nemmeno quando sarebbe stata sacrosanta, mai un fallo cattivo nei confronti di un avversario, mai una esultanza eclatante con linguacce, capriole, balletti, corna o chissà che cosa. Nessun tatuaggio sulla pelle messo in bella vista delle telecamere, nessun orecchino, nessuna cresta e niente capelli colorati. Semplicemente così come mamma Violeta ti ha fatto. Sei tu il vero esempio che tutti dovrebbero seguire, sempre lontano dai riflettori, dai gossip, dai set fotografici e dalle discoteche!
A differenza di molti tuoi colleghi hai preferito prestare la tua immagine ed il tuo successo a chi è meno fortunato, a chi vede in te un'ancora di salvezza. Sei il nostro orgoglio. Sei l'orgoglio del popolo interista, tutti quanti noi abbiamo impresso nella mente i tuoi occhi e la tua espressione nel momento in cui hai alzato al cielo la Coppa dei Campioni. Nessuno mai dimenticherà quell'attimo, il momento in cui ti sei visto ripagare con tutti gli interessi i tanti anni passati a soffrire. Anni in cui era molto più semplice ringraziare e passare la mano. Sbarcare su nuovi lunari verso nuovi orizzonti molto più appetibili. Tu invece hai sempre creduto in noi popolo nerazzurro, ti sei vestito addosso i nostri colori e ovunque sei stato hai portato in alto il nome dell'Internazionale, l'hai difesa con tutte le tue forze, anche in questa stagione maledetta sei stato sempre l'ultimo ad alzare bandiera bianca. Ti abbiamo visto a 39 anni scendere di gran carriera sulla fascia al 92°, ma anche al 94° piuttosto che al 120° alla ricerca di un cross per i tuoi compagni. Ti abbiamo visto a 39 anni fare dribbling come un vent'enne, ti abbiamo visto correre e lottare più di qualsiasi altro tuo collega come a voler suonare la carica senza mai arrendersi perchè la resa non abita in te. A questo punto posso solo dirti grazie a nome di tutto il popolo nerazzurro, grazie per tutto quello che sei riuscito a trasmetterci in questi 18 anni insieme. 18 anni di battaglie, di delusioni, di vittorie, di sconfitte e di trionfi come quelli degli ultimi anni. Ma come sempre accade nella vita c'è un inizio ed una fine in tutto. Fino ad ora sei stato la nostra "Istituzione" in campo, ora ti vogliamo "Istituzione" in società. Prima però ti rivogliamo in campo per ringraziarti ed osannarti ancora una volta! Capitano... mio Capitano!

(G.T)